Proprio quando sembrava che lo avremmo rivisto presto in campo a contendere a Jannik Sinner lo scettro di numero uno del tennis mondiale, Carlos Alcaraz è stato costretto ancora una volta a dare forfait: lo spagnolo, secondo nel ranking a oltre 5mila punti di distacco dal rivale italiano, non potrà dunque difendere il titolo conquistato lo scorso anno proprio ai danni dell’attuale leader della classifica Atp. Quel che è peggio, in prospettiva, è che pare essere a rischio anche la sua partecipazione agli US Open, torneo anche in questo caso vinto in finale contro Sinner dal giovane tennista di El Palmar: oltre ai mille punti conquistati nell’edizione 2025 di Cincinnati, quindi, qualora dovesse saltare anche l’ultimo Slam dell’anno, Alcaraz perderebbe anche altri 2mila punti in classifica.L’inatteso epilogo ha lasciato interdetti i tifosi dello spagnolo e gli appassionati di tennis di tutto il mondo, dal momento che sembrava ormai tutto pronto per il suo ritorno in campo dopo un’assenza di quasi 4 mesi: l’ultimo match ufficiale risale ormai allo scorso 14 aprile, quando arrivò la sconfitta al primo turno per mano del finlandese Otto Virtanen.Dopo l’infortunio al polso, che lo ha costretto a saltare una gran parte della stagione sul rosso, incluso il Roland Garros e tutta quella sull’erba, a partire da Wimbledon, il numero due al mondo aveva iniziato la sua lunga e complessa fase di riabilitazione. Alcaraz aveva iniziato ad allenarsi prima utilizzando solo il braccio sinistro, poi era passato a una racchetta senza corde e sprovvista di una parte del telaio, e infine pareva aver ripreso la tradizionale preparazione in vista del ritorno in campo.La scelta di saltare la trasferta del Canada non aveva sorpreso più di tanto gli addetti ai lavori, essendo la medesima strategia adottata sia da Sinner che da Djokovic in previsione degli US Open, ma ora questo nuovo stop rischia di vanificare tutti gli sforzi fin qui fatti dal 23enne spagnolo. Il timore è che ancora una volta sia il polso destro la causa principale dei suoi tormenti: a questo punto, se si dovesse rischiare una ricaduta e soprattutto la compromissione della sua carriera in caso di rientro forzato, non è escluso che arrivi la decisione di non prendere parte neppure agli US Open.Di recente Rafa Nadal aveva parlato dell’infortunio del suo giovane connazionale, spiegando di aver patito lo stesso genere di lesione in più di una circostanza nella sua lunga carriera e rassicurando tutti sulla buona riuscita del recupero. Il fatto è che mai il “Toro di Manacor” era dovuto rimanere ai box per 4 mesi. Il primo infortunio avvenne nel 2014: la lesione al polso destro gli impedì di prendere parte ai tornei Atp 1000 di Toronto e Cincinnati e agli US Open. Nel 2016 arrivò il secondo stop sempre per via del medesimo polso: Rafa diede forfait dopo il Roland Garros, saltando tutti i tornei prima dei Giochi Olimpici di Rio, dove riuscì a vincere la medaglia d’oro. “Alcaraz supererà l’infortunio e recupererà al 100%, ma è un malanno che ha bisogno di tempo per essere curato”, aveva spiegato Nadal. La cancellazione da Cincinnati, tuttavia, sembra