Dopo il «Cantiere di Palermo Capitale» lanciato dalla parlamentare di FdI, Carolina Varchi, arrivano i «Comitati per i diritti» del deputato regionale leghista Vincenzo Figuccia. Grande fermento in vista delle Comunali di primavera prossima; un fervore di attivismo che sembra mettere in campo candidature che sono pietre d’inciampo sul cammino del sindaco uscente, il centrista Roberto Lagalla, il quale da tempo ha già fatto capire di volere restare alla guida della città. Mentre si resta in attesa delle mosse di FI.Una rete capillare, spiega ora Figuccia, «capace di trasformare i progetti e le idee dei cittadini in iniziative concrete, per promuovere petizioni, agire concretamente dal basso, collaborare con amministrazioni ed enti, spronandole a fare di più. Supervisore sarà un coordinamento cittadino chiamato a verificare periodicamente i risultati ottenuti e le vertenze ancora aperte». Il deputato questore dell’Ars ha deciso di dare vita in tutta Palermo ai «Comitati per i diritti dei cittadini, al fine di rendere protagonisti coloro che non vogliono limitarsi a protestare, ma impegnarsi direttamente per cambiare il proprio quartiere». L’iniziativa nasce nel solco della battaglia per il decentramento amministrativo e il rafforzamento delle circoscrizioni: «Le circoscrizioni dovrebbero rappresentare il livello istituzionale più vicino ai cittadini, ma oggi sono prive di reali competenze, funzioni e risorse economiche. Inoltre, comprendono territori troppo vasti e profondamente diversi tra loro. In attesa di una riforma, abbiamo deciso di partire dal basso, costruendo una rete civica organizzata in grado di ascoltare, intervenire e ottenere risposte». La nuova rete vuole recuperare la dimensione dei 25 quartieri nei quali era articolata Palermo prima dell’istituzione delle circoscrizioni. Il progetto prevede la costituzione di cinque Comitati in ciascun quartiere. Ogni Comitato potrà nascere dall’iniziativa di almeno sette persone e confluirà prima nel coordinamento territoriale e successivamente nel coordinamento cittadino. Quest’ultimo si riunirà periodicamente «per verificare i risultati raggiunti, individuare le questioni ancora irrisolte e coordinare le iniziative da rivolgere alle amministrazioni competenti».