Roma, 5 ago. (Labitalia) - “L’Ilva di oggi non è l’Ilva di ieri. Gli interventi realizzati, le prescrizioni applicate e il lavoro svolto negli stabilimenti hanno profondamente modificato la realtà aziendale. Non riconoscere questo cambiamento significa formulare valutazioni che non corrispondono più alle condizioni attuali”. Lo dichiara il presidente di Federmanager, Valter Quercioli, intervenendo sul futuro di Acciaierie d’Italia dopo il provvedimento della Corte d’Appello di Milano e il tavolo tecnico convocato dal Governo con le organizzazioni sindacali a cui la Federazione ha partecipato. La Federazione ha preso parte attivamente a tutte le riunioni di lavoro promosse dal governo sul tema, con una delegazione composta dal vicepresidente nazionale, Gherardo Zei, e dal coordinatore della Commissione nazionale Siderurgia, Paolo Bonci, portando nelle sedi istituzionali la voce, le competenze e l’esperienza dei dirigenti del settore.
“La tutela della salute e dell’ambiente non è negoziabile. Proprio per la delicatezza della situazione, però, ogni decisione deve basarsi su dati aggiornati, condizioni di sicurezza effettive degli impianti e valutazioni tecniche indipendenti. Acciaierie d’Italia opera nel rispetto delle prescrizioni stabilite dall’Autorizzazione integrata ambientale (Aia). È un dato oggettivo dal quale non si può prescindere. Il sistema di vigilanza e controlli è tra i più serrati in Europa e a oggi non risulta che abbiano mai rilevato una situazione fuori controllo rispetto all’Aia”, prosegue il presidente Quercioli. Centrale, in questi anni, è stato il ruolo svolto dai dirigenti e quadri dell’azienda. In condizioni estremamente complesse, sottolinea Federmanager, hanno assunto responsabilità rilevanti e messo a disposizione competenze tecniche e capacità di gestione per assicurare la sicurezza degli impianti e delle persone, l’applicazione rigorose di tutte le prescrizioni ambientali, di sicurezza e la continuità operativa.










