E’ ufficiale. Olha Stefanishyna, ex ministro della Giustizia ed ex ambasciatrice dell’Ucraina negli Stati Uniti rimossa da Volodymyr Zelensky il 3 agosto, ha ricevuto un avviso di garanzia dall’Autorità nazionale (Nabu) e dalla Procura speciale anti-corruzione (Sapo) ed è comparsa questa mattina in udienza a porte chiuse dinanzi all’Alta Corte anti-corruzione, chiamata a decidere la misura cautelare. Al momento non c’è ancora ufficialità sull’accusa che le viene contestata. “Qualsiasi atto procedurale fa parte del lavoro legittimo del sistema delle forze dell’ordine e non costituisce una prova di colpevolezza – ha commentato Stefanyshyna su Facebook -. Affronto questi avvenimenti con serenità e senza emozioni superflue, e il clamore suscitato da questa vicenda assomiglia più a una tempesta in un bicchiere d’acqua“.

Il 28 luglio Kommersant Ukrainsky aveva riferito che sotto la lente degli investigatori sono finiti alcuni immobili che risulterebbero troppo costosi in relazione al reddito ufficiale della diplomatica: un appartamento di 99,8 mq nel complesso residenziale “Lvivska Ploshcha” di Kiev, diversi locali non residenziali, un posto auto e due appartamenti nel complesso residenziale “Faina Town“. Sospetti anche su una Mercedes-Benz GLC 220D del 2017 che, secondo l’indagine, l’ex ambasciatrice avrebbe utilizzato tra il 2021 e il 2025. Gli investigatori del Nabu hanno effettuato una perquisizione di una Land Rover Range Rover intestata all’avvocato Ivan Kholondovych, che potrebbe aver agevolato l’acquisto dei due appartamenti nella “Faina Town”. Durante la perquisizione, gli agenti hanno sequestrato due telefoni cellulari che il tribunale ha riconosciuto come prove materiali nel procedimento.