Nik Storonsky, co-fondatore e amministratore delegato di Revolut, è sulla bocca di tutti. Sia per le mosse finanziarie legate alla sua creatura. Sia per esser stato citato a giudizio preso l’Alta Corte di Londra da un broker specializzato nella compravendita di super yacht di lusso. Ma andiamo con ordine. L’imprenditore britannico con origini russe, fresco di nomina quale “banchiere europeo del 2025”, starebbe trattando un nuovo accordo retributivo che può aumentare la sua quota dentro Revolut qualora il valore della fintech sfondi quota 500 miliardi di dollari. A rivelarlo è il Financial Times. L’accordo ricalca un modello di piano già messo in campo dallo stesso Storonsky che, in sostanza, prevede l’erogazione di azioni a scaglioni una volta superate soglie predefinite circa la valutazione dell’azienda. Nulla di sorprendente negli Stati Uniti e anche Elon Musk, patron di SpaceX, ha fatto altrettanto con Tesla. Ma sarebbe la prima operazione di queste dimensioni in Europa. Da sottolineare, inoltre, che Storonsky è già l’azionista di maggioranza dentro Revolut, di cui detiene circa il 29% delle quote. Come Storonsky sta scalando Revolut In un’intervista che risale a dicembre, l’ad ha spiegato che l’attuale pacchetto di incentivi gli garantirebbe il diritto a detenere circa il 40% della società, nel caso in cui il suo valore raggiunga una valutazione di 200 miliardi di dollari. Cifra che, secondo la testata finanziaria, andrebbe di pari passo con una potenziale Ipo. Quest’ultima mossa sbloccherebbe poi un ulteriore 10% di quote per Storonsky, valutando quindi la sua partecipazione a circa 80 miliardi di dollari e spianandogli la strada nel diventare uno degli uomini più ricchi del mondo. Secondo la classifica di Forbes, al momento il suo patrimonio si attesta sui 18,8 miliardi di dollari.