Anche l’Europa avrà il suo Elon Musk? Secondo il Financial Times, Nik Storonsky avrebbe negoziato un accordo di incentivazione che aumenterebbe la sua quota azionaria in Revolut (oggi pari al 25%) nel caso la fintech raggiungesse la valutazione di 150 miliardi di dollari, dagli attuali 45. La quantità totale di azioni offerte potrebbe valere fino al 10% dell’azienda che l’imprenditore di origini russe ha fondato a Londra nel 2015.
L’intesa siglata da Storonsky è stata paragonata a quella raggiunta da Musk in Tesla nel 2018. Quel premio, il più grande nella storia degli Stati Uniti, ha portato però a una battaglia legale durata anni. Per Storonsky l’accumulo di titoli arriverebbe in più tranche in parallelo al conseguimento di soglie crescenti di valutazione di Revolut. Il pacchetto includerebbe aumenti graduali della retribuzione del top manager, man mano che la fintech raggiunge traguardi di valutazione più elevati. La banca aveva già innalzato i livelli dello stipendio del suo ceo e fondatore, portandolo a 17,8 milioni di sterline (20,8 milioni di euro). Mentre il suo salario base è rimasto invariato a 100.000 sterline, gli sono state assegnate azioni per quasi 17,7 milioni di sterline, rispetto ai 10 milioni del 2022. Già a gennaio, nel vendere le sue azioni Revolut insieme a quelle di altri manager - operazione che aveva contribuito a valorizzare la fintech 45 miliardi - Storonsky aveva portao a casa 350 milioni di sterline (409 milioni di euro). Revolut ha chiuso il 2024 con un miliardo di utili (+133%), spinti da trading e prodotti di risparmio.






