A inizio agosto il consiglio di amministrazione di Tesla ha, nuovamente, assegnato una “mega” retribuzione variabile ad Elon Musk: 29 miliardi di dollari a patto che resti CEO per due anni e venda le azioni a partire da cinque anni da oggi. L’assemblea sarà chiamata a votare su questa retribuzione a novembre e questa assegnazione non è altro che un’assicurazione per Musk rispetto allo stop che il tribunale del Delaware ha dato a novembre 2028 a un pacchetto simile assegnatogli nel 2018 su cui familyandtrends si è già espresso.

Il caso è naturalmente estremo e, proprio per questo, consente di analizzare con maggior chiarezza alcuni elementi riguardo alla teoria delle retribuzioni utili anche alle imprese familiari.

Il primo, la differenza tra il profitto dell’imprenditore e del manager. Schumpeter ha definito il profitto dell’imprenditore come segue: “Questa realizzazione del nuovo nell’economia non è un lavoro di routine, anzi per certe caratteristiche peculiari è il suo contrario: rappresenta un compito particolare e ha le difficoltà e i rischi particolari che sono propri di ogni agire che non segua i tracciati dell’esperienza collaudata dalla pratica; richiede altre qualità sia d’intelletto sia di volontà. Si tratta di qualità rare… L’essenza dell’imprenditore consiste nell’assolvere la funzione di realizzare il nuovo; il profitto che ne deriva è il vero e proprio profitto dell’intraprendere”. In quest’ottica, il consiglio di amministrazione di Tesla è pronto a offrire il 2/3% dell’azienda per la capacità imprenditoriale di Elon Musk di realizzare la visione futura dell’azienda, visione fatta di flotte di taxi a guida autonoma e di legioni di robot umanoidi. Non importa tanto se questa visione sia condivisibile o meno, per chi non la condivide il mercato azionario offre la possibilità di “votare con i piedi”, i.e. vendere; è interessante che per “realizzare il nuovoen” il consiglio sia disposto ad offrire un’enorme somma come “profitto dell’intraprendere”. Nel capitalismo familiare questo caso contribuisce a ragionare su chi abbia diritto a questo profitto: i manager, i familiari coinvolti in ruoli apicali e con responsabilità imprenditoriali, la famiglia imprenditoriale come azionista.