Il segnale acustico prodotto dal canto della balena, rilevato dal sistema DAS ©INFN
Nello Ionio meridionale è tornato a risuonare il canto di una balenottera comune, ed è stato registrato da tre diversi esperimenti, connessi all’infrastruttura sottomarina dei Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN (LNS-INFN), e condotti dai LNS e del Centro Siciliano di Fisica Nucleare e di Struttura della Materia (CSFNSM): ITINERIS, LOWNOISER e VONGOLA.
La rilevazione è avvenuta alla fine dei mesi invernali, caratterizzati da un forte rumore antropico per via di una lunga campagna geofisica nel Mediterraneo orientale finalizzata alla ricerca di giacimenti sottomarini di idrocarburi, e poche settimane dopo il passaggio dell’uragano Harry. I ricercatori e le ricercatrici sono riusciti non solo a identificare il canto della balena, ma anche a seguirne gli spostamenti nell’area a sud-est della Sicilia, grazie alla combinazione di sensori acustici tradizionali e tecnologie basate sulla fibra ottica.
A rilevare i segnali sono stati infatti i sensori acustici dei LNS, installati grazie al progetto ITINERIS (Italian Integrated Environmental Research Infrastructures System), guidato dal CNR, e dedicato allo sviluppo di una rete integrata di infrastrutture per lo studio dei processi ambientali. E, simultaneamente, la registrazione è stata confermata dai sistemi di Distributed Acoustic Sensing (DAS) installati per la prima volta nel Mediterraneo nell’ambito di VONGOLA (Visual and nOise-eNhanced AI Analysis for Marine Biodiversity MonitorinG, Observation and LeArning), progetto PNRR coordinato dal CSFNSM per la mitigazione degli impatti antropici sugli ecosistemi marini, e successivamente da LOWNOISER, progetto Horizon Europe dedicato alla riduzione dell’inquinamento acustico generato dal traffico navale.







