Il Ddl approvato dal governo interviene su alcuni degli snodi che dovranno sostenere la trasformazione della Difesa. Il nuovo assetto consolida il Comando interforze Cyber Intel, attribuisce al Capo di stato maggiore maggiori responsabilità sul dominio cibernetico e sui dati e introduce strumenti per finanziare ricerca e prototipi, accelerare le procedure e ampliare il ruolo di Difesa Servizi

Il disegno di legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri apre la prima fase della riforma della Difesa annunciata più volte dal ministro Guido Crosetto. Non ridisegna ancora l’intero modello militare, ma interviene su alcuni meccanismi destinati a sostenerne l’evoluzione. Il testo consolida la riorganizzazione della funzione informativa, costruisce una governance specifica per il cyber e amplia gli strumenti con cui il ministero può sostenere ricerca e sviluppo tecnologico. Il rafforzamento del livello interforze attraversa sia la catena di comando sia le carriere degli ufficiali.

Il ddl consolida il Comando Cyber Intel

Sul terreno dell’intelligence militare il provvedimento non introduce una struttura completamente nuova. Recependo una riforma ordinativa già realizzata all’interno della Difesa, sostituisce la denominazione del Reparto informazioni e sicurezza con quella di Comando interforze Cyber Intel. L’adeguamento riguarda sia il Codice dell’ordinamento militare sia l’articolo 8 della legge 124 del 2007, che inquadra il reparto nell’architettura nazionale dell’intelligence.