La bozza di ddl attesa oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri definisce uno spazio cibernetico di interesse nazionale per la Difesa, rafforza il ruolo del vertice interforze e introduce lo Specialista Cyber Militare. Nel testo anche nuove regole per i sistemi senza equipaggio e un fondo da 10 milioni l’anno per la ricerca militare
Il cyber entra nel perimetro ordinario della Difesa e acquista una disciplina propria. La bozza di disegno di legge attesa oggi pomeriggio all’esame del Consiglio dei ministri definisce infatti uno spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato, affidando al vertice interforze nuove responsabilità operative. Attorno a questo asse il testo aggiorna anche l’organizzazione militare e regola l’impiego dei sistemi senza equipaggio.
Un dominio operativo definito per legge
Lo spazio cyber individuato dal testo comprende hardware, software, dati, connessioni fisiche ed elettromagnetiche, sistemi cyber-fisici e tecnologie operative installate su mezzi e piattaforme militari. Nel perimetro rientrano anche sensori, sistemi di controllo industriale, apparati mobili collegati in rete e punti di interconnessione, compresi quelli utilizzati dalla Difesa fuori dai confini nazionali.













