Torino sempre più al centro della nuova geografia della formazione delle Nazioni Unite. La riorganizzazione del sistema Onu - allo studio nell'ambito dell'iniziativa "UN80" - porterà all'integrazione tra lo United Nations System Staff College (Unsc), con sede a Torino, in viale Maestri del Lavoro, e lo United Nations Institute for Training and Research (Unitar), con quartier generale a Ginevra. La fusione Unsc-Unitar e il nuovo ruolo del campus Onu di Torino Progetto che punta a rafforzare il ruolo del campus torinese, chiamato a diventare il polo operativo delle attività formative del nuovo istituto. Secondo ambienti diplomatici a conoscenza del dossier, la fusione nasce nell'ambito del piano promosso dal segretario generale Onu Antonio Guterres per rendere più efficiente il funzionamento delle Nazioni Unite in una fase di risorse finanziarie più limitate. L'obiettivo è creare un unico istituto dedicato alla formazione e allo sviluppo delle competenze, rivolto agli Stati membri e al personale dell'organizzazione. Dopo le interlocuzioni avviate dal governo Meloni, le Nazioni Unite hanno ribadito la centralità del polo torinese nel nuovo assetto. Secondo le stesse fonti, Guterres e la vice segretaria generale Amina Mohammed avrebbero confermato la volontà di rafforzare le attività ospitate a Torino, tutelando funzioni, competenze e mandati già presenti. Gli investimenti per ampliare e rafforzare la sede A confermare la prospettiva di crescita ci sono anche gli investimenti già programmati. Lo Staff College ha previsto oltre 1,3 milioni di euro per sostenere le future attività del campus torinese, che nel nuovo assetto non dovrebbe neppure patire ridimensionamenti di organico, mentre la Farnesina ha stanziato oltre 3 milioni per gli interventi di ampliamento e riqualificazione delle strutture. Il nuovo asset dell’ente formativo internazionale Il nuovo asset dell'ente formativo, che dovrà essere approvato attraverso una risoluzione dell'Assemblea generale Onu, dovrebbe entrare in funzione dal gennaio 2027 con il nome di "UN Institute for Capability and Learning Innovation". Il quartier generale sarà a Ginevra, mentre Torino manterrà il ruolo di campus formativo internazionale, con una funzione riconosciuta anche come "convening space", luogo di incontro e confronto per il sistema delle Nazioni Unite. La smentita della chiusura del college «Il campus di Torino continuerà a rappresentare un punto di riferimento internazionale, con la possibilità di accogliere ulteriori professionalità in arrivo da altre sedi europee» ha rilanciato il governatore del Piemonte, Alberto Cirio. «L'integrazione proposta mira a rafforzare l'offerta formativa e di sviluppo delle capacità del sistema delle Nazioni Unite», ha comunicato lo Staff College, indicando come obiettivo «opportunità di crescita, ampliamento dei servizi e una maggiore presenza di personale ed expertise sul campus torinese». Lo Staff College ha infine smentito le notizie giornalistiche «inesatte» e «incorrette» circolate negli ultimi giorni a Torino, ribadendo che il progetto di riorganizzazione non prevede un ridimensionamento delle attività del campus cittadino. Il voto dell'Assemblea generale è atteso nelle prossime settimane. E l'Italia sarà coinvolta per garantire che Torino mantenga un ruolo centrale nella nuova struttura.