«Molti possono pensare che fare il caffè sia una cosa banale, per noi non lo è. Avere la possibilità di imparare, di mettersi alla prova, è qualcosa di davvero importante».

A parlare è Paolo, uno dei beneficiari del nuovo servizio di cohousing inaugurato ieri a Barletta. Il progetto è rivolto a persone con disabilità all’interno di tre appartamenti confiscati alla mafia: uno in via S. Antonio e altri situati nel complesso «Approdo» (sulla litoranea di Levante). Grazie a un intervento di riqualificazione, gli immobili sono stati dotati delle più moderne tecnologie di domotica, abbattendo ogni barriera architettonica e garantendo i massimi standard di accessibilità e sicurezza per gli ospiti.

L’obiettivo del progetto, finanziato dal Pnrr, è offrire loro una possibilità concreta di sviluppare l’autonomia abitativa. All’interno delle strutture una équipe specializzata affiancherà gli ospiti: il progetto, infatti, non si limita alla dimensione domestica, essendo previste attività di avvicinamento al mondo lavorativo.

Per accedere è necessario presentare domanda ai Servizi Sociali del Comune di Barletta. Le richieste saranno valutate congiuntamente dal Comune e dall’équipe della cooperativa Occupazione e Solidarietà, al fine di verificare l’idoneità dei candidati e costruire un percorso personalizzato in linea con gli obiettivi. I beneficiari, oggi, sono 10.