All’interno del campo largo continuano a riecheggiare le divergenze sugli aiuti all’Ucraina e sulle primarie come metodo di definizione del programma elettorale. Dopo il botta e risposta di Giuseppe Conte ed Elly Schlein, a Roma si è tenuto un pranzo tra i due, forse un modo per cercare di ritrovarsi e fare pace. Il leader pentastellato, però, ha precisato che l’evento era già in programma: «Lo avevamo concordato già la settimana scorsa». Per il tempismo, però, sembra arrivare proprio nel momento del bisogno.Nonostante questo faccia a faccia, Conte non sembra aver cambiato idea, anzi continua per la sua strada, soprattutto sull’Ucraina, così come ribadisce ormai da quattro anni: «La nostra posizione è sempre la stessa». Questa volta però si muove con cautela con le dichiarazioni e ci tiene a non screditare i suoi alleati: «Rispetto le posizioni del Pd. La dialettica politica rimane, ma nel rispetto reciproco». Intanto, le divergenze, suscitate dal battibecco sia in un partito sia nell’altro, hanno portato volti noti a riemergere per cercare di calmare la situazione. Proprio come l’ex segretario del Partito Democratico Dario Franceschini che, sentito da La Repubblica, in risposta a chi critica le primarie, non ha perso l’occasione per elogiarle come strumento chiave per una campagna elettorale «che la destra si sogna», tanto da definirle «un’opportunità straordinaria per coinvolgere milioni di persone».Tra il pranzo distensivo e le dichiarazioni dell’ex segretario, i tentativi per ritrovare la serenità sembrano evidenti. Uno sforzo dovuto anche ai crescenti malumori interni al Pd. È normale che in una coalizione ci possano essere idee diverse, ma se, quando si toccano certi temi, la scintilla parte sempre da dentro, si finisce per indebolire il gruppo.La questione sembrava essere tutt’altro che superata, ma così non è stato perchè a tempo quasi scaduto i vertici del Pd hanno deciso di accodarsi alla richieste negoziali di Conte, rispetto a un piano di riarmo. In una nota il campo largo ha espresso un secco «no a ulteriori spese militari e no al riarmo». Un cambio di strategia per raggiungere l’obbiettivo di arrivare preparati con una mozione unitaria in vista di quello che sarebbe potuto essere l’ennesimo ostacolo da superare.Domani il parlamento voterà, infatti, le risoluzioni sullo scostamento di bilancio legato alle spese energetiche e, soprattutto, alla difesa. Il tema di giornata dovrebbe proprio essere il Safe: i prestiti agevolati che l’Europa metterà a disposizione per stimolare gli investimenti nel settore della difesa. Sulla carta l’intesa sembra esserci, ma il voto sarà la vera cartina tornasole, anche perchè non tutti all’interno del Pd sembrano essere d’accordo. In primis l’ala riformista che si augura una notte di riflessioni perchè quello presentato «non è un testo condivisibile».
“Stop al riarmo”: Schlein si allinea a Conte e divide i dem
Il pranzo con il leader 5s: “Rispetto reciproco”. La rivolta nel Pd: “Testo non condivisibile”











