ServiceNow potenzia la propria offerta di sicurezza informatica con Autonomous Security, una soluzione che riunisce in un unico flusso operativo sei aree finora spesso gestite con strumenti separati. L’obiettivo dichiarato è spostare la sicurezza da un modello prevalentemente reattivo a uno orientato alla prevenzione, nel quale vulnerabilità, identità, risorse connesse e controlli di conformità vengono analizzati utilizzando lo stesso contesto aziendale.

Dalla vulnerabilità alla correzione

La principale novità consiste nell’integrazione tra gestione dell’esposizione, rilevamento delle vulnerabilità, sicurezza cyber-fisica, controllo degli accessi, risposta agli incidenti e gestione del rischio. Su questa base operano gli AI Specialists, sistemi di intelligenza artificiale progettati per completare flussi di lavoro articolati, come il triage di una vulnerabilità o la preparazione di un piano di risposta. Un approccio che ServiceNow definisce “Shift Zero”: una strategia che punta a intervenire prima che un’esposizione si trasformi in incidente.

Il primo elemento dell’offerta è Unified Exposure Management, che raccoglie le tracce provenienti da scanner e altre fonti di sicurezza, le combina con informazioni sulle risorse aziendali e sulla possibilità concreta che una vulnerabilità venga sfruttata, quindi assegna una priorità agli interventi.