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ServiceNow vuol essere l’unica “cabina di regia” per l’Agentic AI

L’azienda ha ribadito al recente summit di Milano la propria visione: agenti AI distribuiti su più processi e anche su applicazioni esterne, ma coordinati da ServiceNow.

L’Agentic AI sembra diventata la principale priorità anche per ServiceNow, come per altri fornitori di piattaforme in cui si orchestrano flussi di dati e processi. E anche ServiceNow, al pari di altri, sta cercando di posizionarsi come piattaforma di “sintesi”, una sorta di sistema nervoso centrale che coordina i diversi agenti AI attivati da un’azienda. In questa strategia è centrale per ServiceNow come per altri – anche Salesforce ha recentemente preso questa direzione – il Model Context Protocol, l’Mcp, uno standard che permette di connettere in sicurezza i sistemi autonomi di AI a fonti di dati e a strumenti software esterni.

In questa strategia rientrano gli annunci dello scorso maggio, arrivati dalla conferenza “Knowledge 2026”. Il più importante è Action Fabric, un’infrastruttura che consente a qualsiasi agente AI (quelli sviluppati da ServiceNow, ma anche quelli costruiti con Claude, Copilot o sistemi proprietari) di eseguire azioni attraverso la piattaforma ServiceNow. L’azienda ha reso disponibile il proprio server basato su Mcp, proprio per trasformare ServiceNow in una piattaforma operativa che coordina processi e approvazioni per gli agenti AI.