Sale il livello dello scontro politico sul percorso di risanamento del servizio sanitario regionale in Calabria. All’indomani dell’approvazione del nuovo Programma operativo da parte del Consiglio dei Ministri, il Movimento 5 Stelle contesta la narrazione trionfalistica della Giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto, ipotizzando una manovra politica orchestrata a livello centrale anziché un reale consolidamento dei conti pubblici del settore.
“Dietro i trionfalisti proclami sull’approvazione del nuovo Programma operativo e sull’imminente fine del commissariamento non c’è alcun miracolo gestionale, ma un’operazione d’apparato stretta sull’asse Roma-Catanzaro. Il sospetto, sempre più fondato è che la sanità calabrese sia diventata la moneta di scambio in un negoziato politico tutto interno alla maggioranza di centrodestra, funzionale ad accelerare il disegno dell’autonomia differenziata caro al ministro Calderoli. Un’impostazione che rischia di far pagare il conto più amaro proprio ai nostri cittadini” afferma Elisabetta Barbuto, consigliera regionale pentastellata.
Le contestazioni sui bilanci e l’azione legale presso la Corte dei Conti
Al centro dei rilievi sollevati dall’opposizione figurano presunte anomalie nella procedura amministrativa di approvazione dei bilanci e la tenuta giuridica delle delibere adottate in costanza di commissariamento. I Cinque Stelle evidenziano importanti perplessità sulla ricostruzione contabile del disavanzo cumulato negli ultimi anni, in particolare per quanto riguarda i bilanci d’esercizio dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria relativi al periodo compreso tra il 2013 e il 2021.







