Bollette, spesa, imprevisti e, a volte, affitto: far quadrare i conti è un’impresaRimini, 5 agosto 2026 – Lavorare per 41 anni, prima nella ristorazione, poi come elettricista (in entrambi i casi prima come dipendente, poi come imprenditore) e ritrovarsi con una pensione di 917,37 euro netti al mese. Avendo oltretutto un’invalidità civile al 75%. Questa, in estrema sintesi, la storia di Mauro Beleffi, 64 anni, residente a Santarcangelo di Romagna. Beleffi ha inviato al Carlino (e a soggetti istituzionali quali Presidente della Repubblica, Governo e Parlamento) una mail dal titolo ‘Non ho paura della morte. Ho paura di arrivare vivo alla fine del mese’.
Beleffi, perché la decisione di rendere pubblica la sua vicenda?
“Per vedere se ci sarà qualche reazione”.
Tra le cose che scrive, ‘non posso pensare di affrontare i prossimi decenni vivendo con una pensione che oggi non mi permette una vita serena e dignitosa’. Perché?
“Ho una pensione di 917 euro. Quando mi sono lamentato con i sindacati, mi è stato detto che è in base ai contributi versati, che ne ho pagati pochi. Ho versato i contributi che mi hanno chiesto, dal primo all’ultimo. Pensi che per avere altri 100 euro al mese di pensione mi chiedevano ulteriori 15mila euro di fatturato quando avevo la mia azienda da elettricista a Santarcangelo”. La disperazione di un uomo che deve affrontare tante spese (foto generica)








