Aisha ha 40 anni e viene da Tétouan, trenta chilometri a Sud di Ceuta. È arrivata a Fnideq con due fotografie sul telefono: quelle di sua figlia di 15 anni e suo figlio di 12. La ragazza le ha mandato un messaggio nel momento in cui ha raggiunto la riva della città autonoma spagnola. Del figlio non sa nulla. Hadijja, invece, viene da Tangeri, aspetta al confine da sabato. Ha un figlio solo, 23 anni, disoccupato. Non le aveva detto che avrebbe attraversato il valico di Bab Sebta. "Non ho sue notizie, non risponde al telefono", ha detto al Guardian. "È una tragedia”. Un commerciante di Tétouan, anonimo, stava mostrando la foto del figlio ventenne ai ragazzi che tornavano indietro a piedi, chiedendo a ognuno di loro se lo riconoscesse. Il ragazzo aveva attraversato il confine il 30 luglio, a nuoto, e gli aveva mandato un video da Ceuta per dire che era arrivato sano e salvo. Da allora, silenzio. "Non voglio che torni", ha detto ai giornalisti di El País. "Potrei mandargli quattro, cinquemila euro purché si faccia una vita”.
Tanti tornano, altri no: come le famiglie marocchine si radunano al confine con Ceuta per cercare notizie dei figli scomparsi
Centinaia di genitori si ritrovano al valico di Bab Sebta, a Fnideq, per provare a scrutare i volti dei figli partiti, o scoprire se sono stati avvistati. I bil










