Di: Telegiornale - Laura Daverio È crisi sulle spiagge di Cancun e lungo la celebre riviera Maya. Le acque turchesi sono coperte da distese di sargasso, l’alga che negli ultimi mesi ha raggiunto livelli record lungo le coste caraibiche del Messico. In acqua e in spiaggia, il sargasso emana un forte odore, rende difficoltosa la balneazione e può provocare irritazioni cutanee per effetto delle sostanze rilasciate quando comincia a decomporsi o dei piccoli organismi marini che vivono tra le alghe. Un paesaggio molto lontano dall’immagine delle spiagge tropicali con acque cristalline che da sempre caratterizza la Riviera Maya. La rimozione richiede un intervento continuo e su più livelli. Le operazioni iniziano in mare aperto con imbarcazioni dedicate alla raccolta, proseguono con barriere galleggianti per limitare l’arrivo delle alghe sulla costa e continuano sulle spiagge con trattori e personale impegnato quotidianamente nella pulizia.L’emergenza ambientale ha avuto ripercussioni dirette sull’economia locale. Alberghi, ristoranti e attività commerciali registrano una diminuzione degli incassi, aggravata dalla riduzione dei collegamenti aerei, dalle tensioni geopolitiche internazionali e dal problema della sicurezza. Tra gennaio e maggio 2026 gli aeroporti hanno perso oltre 645 mila passeggeri rispetto allo stesso periodo del 2025.La situazione è particolarmente difficile a Tulum, dove le vendite sono diminuite fino al 60%. Diverse attività operano in perdita, alcune hanno sospeso temporaneamente l’attività e altre hanno chiuso definitivamente. Per contenere gli effetti della crisi, gli operatori stanno puntando sul turismo nazionale e su offerte dedicate al mercato interno in vista della bassa stagione, compresa tra agosto e dicembre.Il governo della presidente Claudia Sheinbaum ha annunciato un investimento di circa 115 milioni di dollari destinato all’acquisto di nuove imbarcazioni, all’installazione di ulteriori barriere galleggianti e al potenziamento dei sistemi di raccolta. Nei periodi di massima intensità, sulle coste caraibiche arrivano oltre 9 mila tonnellate di sargasso al giorno, quattro volte il volume registrato nel 2025 e ventisette volte la media storica.Per rassicurare i viaggiatori e offrire un quadro aggiornato delle condizioni del mare, un numero crescente di hotel ha installato webcam che trasmettono in diretta le proprie spiagge. In questo modo i turisti possono verificare la presenza del sargasso prima dell’arrivo e durante il soggiorno.Il sargasso non è un fenomeno occasionale. Le alghe si formano nell’Atlantico tropicale e vengono trasportate dalle correnti fino ai Caraibi e al Golfo del Messico. La loro crescita è favorita dall’aumento della temperatura del mare e dall’eccesso di nutrienti provenienti dall’agricoltura intensiva. Oggi gli interventi si concentrano soprattutto sulla raccolta e sul contenimento delle alghe, mentre affrontarne le cause richiederebbe decisioni molto più coraggiose a livello globale.