Bisogna arrampicarsi un bel po’ in Valle Armea per arrivare, sopra Bussana, a Zollamania. Fattoria didattica: terreni coltivati e animali. Gli asini, i pony, una maialina scodinzolante, le capre e i pappagalli, dai cacatua alle ara dai colori sgargianti. L’elenco potrebbe continuare. Un centinaio di esemplari (su 260) sono arrivati quassù il 25 giugno, dopo il sequestro dello zoo fai da te scoperto a casa di una coppia sulle alture di Sanremo. Lì è cominciata una storia di passione e solidarietà che incrocia i cortocircuiti della burocrazia. Stefania Crespi e Barbara Piro, 42 e 54 anni, gestiscono Zollamania dal 2017. Nell’ultimo mese si sono trovate a nutrire, e soprattutto accudire, un centinaio di nuovi ospiti. Gli animali sono oggetto di un sequestro giudiziario, a rigore le spese dovrebbe pagarle la Giustizia. Bisogna però capire quando lo farà e in quale misura. La parola a Stefania: «Quella mattina ci hanno chiamato i carabinieri del Nucleo tutela animali, che sono nostri grandi amici, poi abbiamo ricevuto una chiamata dall’Asl. Non è la prima volta che ci vengono affidati animali, diciamola così, in difficoltà. È però la prima volta che ne arriva un numero così grande in un colpo solo». A quel punto le titolari di Zollamania si sono rimboccate le maniche. «Il benessere degli animali, la vita con loro, sono il nostro mestiere – aggiunge Barbara –. È un fatto, però, che il lavoro è aumentato a dismisura. Ci sono otto tartarughe, per fare un esempio, che hanno bisogno di prendere un medicinale tutte le mattine. Per bocca, una per una. E le ciotole e le voliere da tenere pulite, il fieno da distribuire, il mangime. E qualche coccola, naturalmente». Morale della favola: dall’inizio di questa storia Zollamania ha dovuto anticipare circa 2500 euro, senza contare tutto il lavoro in più, e all’orizzonte non si intravedono soluzioni a breve termine. «Meno male che intorno a noi c’è grande solidarietà. Abbiamo fatto un appello: non accettiamo soldi, mandateci cibo per animali. Molti ce lo hanno portato, qualcuno ha addirittura ordinato online e ci ha mandato il corriere», racconta Stefania. Senza questo aiuto la situazione sarebbe molto più complicata. Zollamania è un’azienda agricola e campa di quello. Ci sono i prodotti delle coltivazioni, gli ingressi in fattoria – soprattutto turisti che passano una giornata all’aperto godendosi l’area pic-nic e le la visita agli animali, le passeggiate con gli asini nell’entroterra – «gli asini non si cavalcano, si conducono con la cavezza», precisa Stefania –. E poi il centro estivo bimbi e ragazzi tra i cinque e i tredici anni che scoprono la vita nella natura e con la natura: «I più piccoli dipingono le zucche, guardano come nutriamo e curiamo i nostri animali. I più grandicelli a volte ci aiutano nel nostro lavoro. Tutti si fanno lunghi bagni in piscina». Durante l’anno questa attività va in trasferta, con le iniziative didattiche nelle scuole: «Portare gli animali nelle classi è un’esperienza indimenticabile, per noi e per loro. È quello che succede qui a Zollamania: le persone possono interagire con gli animali, vedere da vicino come si comportano. Sempre nel rispetto del loro benessere».