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Una perizia tecnica affidata ad un pool di esperti. Ecco come procede l’inchiesta della procura di Messina, diretta da Antonio D’Amato, sul crollo della palazzina a Pistunina. Le sostitute Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone, le magistrate che coordinano le indagini, conferiranno oggi l’incarico a tre esperti che dovranno effettuare gli accertamenti nell’immobile che ha ceduto per motivi ancora ignoti. I tre tecnici sono gli ingegneri Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani. E sempre questa mattina saranno conferiti gli incarichi ai medici legali per effettuare le autopsie sui corpi dei fratelli Carmelo, Sara e Rosa Leone e della giovane Alessandra Frazzica. L’inchiesta procede con le ipotesi di reato di “omicidio colposo multiplo”, “disastro doloso” e “rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro”.
Nella caserma dei Carabinieri di Messina sud, si procederà anche con l’acquisizione di una importante testimonianza. Quella dell’imprenditore edile Pasquale D’Alì. Quest’ultimo sarebbe stato incaricato di effettuare lavori di adeguamento del piano terra per la futura apertura del supermercato di un altro indagato: l’imprenditore Alessandro Panarello. Sia D’Ali che Panarello erano all’interno della palazzina quel giovedì pomeriggio. Sono riusciti a mettersi in salvo prima del collasso definitivo. L’imprenditore edile, rimasto ferito al volto, è stato operato al Policlinico. Adesso che è stato dimesso, i magistrati sono pronti ad ascoltarlo. Da valutare c’è anche la dichiarazione, tramite portavoce, della titolare del bazar cinese Fenfen Yeng, conosciuta a Messina come “Viola” che ha riferito di «vibrazioni» che si percepivano da giorni. Attraverso i suoi legali – da ieri gli avvocati Antonio Giacobello e Giuseppe Maisano – l’imprenditrice ha comunicato ancora di essere «profondamente addolorata e scossa» per la morte della dipendente e amica Alessandra. La donna ha espresso le proprie condoglianze alla famiglia di Alessandra e ha manifestato vicinanza anche ai familiari di Lhairu Warnakulasuriya e alla famiglia Leone con la quale «intercorrevano da alcuni anni rapporti di stima e rispetto reciproci». Yang Fenfen, che nella vicenda avrebbe subito ingenti danni patrimoniali e non patrimoniali, ha inoltre ribadito la propria «completa disponibilità nei confronti dell’autorità giudiziaria per ogni chiarimento sui fatti».











