Aurora è ambizioso titolare un album Il Senso delle Cose: quindi come ci hai lavorato, in che periodo sono nati i brani e in particolare come sei arrivata al titolo, che per altro la canzone eponima apre il progetto.
Il progetto nasce in maniera graduale, è figlio di un percorso di crescita interiore, la prima canzone nasce parecchi mesi fa e io sento la crescita vocale, quando mi riascolto si percepisce e mi piace e inoltre spero che si colga la differenza. A un certo punto ho deciso di buttarmi senza starci troppo a pensare. Il titolo uscito all’ultimo, pensavo anche a L’Elefante nella Stanza che poi non è finita nell’album ma uscirà successivamente. Mi sentivo che dentro lasciavo cose irrisolte, nascondendole nella stanza e tra esperienze personali e il percorso di studi mi facevo domande in cosa dovevo migliorare, in cosa ero carente o perché certe cose accadono nel mondo. Partendo da un aspetto personale ho cercato di darmi delle risposte poiché odio i silenzi e il non avere il controllo delle cose.
Il Senso delle Cose è una canzone testualmente aggressiva dove anche le foto non sorridono più: la rabbia la sfoghi sempre in musica?
Tendenzialmente attraverso la scrittura, parto dallo scrivere pensieri anche aggressivi che con la musica ammortizzo per non apparire troppo scontrosa. Ma sono senza filtri come canto in Sarò Sincera: nella vita reale indossi maschere e reciti parti e qui mi metto a nudo. Per quanto possibile cerco di essere coerente nella vita reale. La foto è melanconica, i rapporti mutano anche se resta il sorriso. Io voglio vivere i ricordi con serenità, con una melanconia positiva.






