Irene partiamo dalla storia del tuo Ep Psoriasi: come è nato e come ci hai lavorato? I brani risalgono tutti all’ultimo periodo o sei andata a pescare nel passato? Perché Amarene?
Nasce dalla malattia che ho avuto, la ho avuta sulle mani ed è rappresentata sulla cover. Lì ho capito che era il momento di riprendere in mano la musica che avevo abbandonata. Qualche brano lo ho scritto nei mesi precedenti, tipo Le Ferie e Ripulire, gli altri sono arrivati dopo, ci ho lavorato ed è nato il progetto Amarene Il nome me lo hanno suggerito gli amici: ha l’assonanza col mio nome, Irene, e poi le amarene hanno quel gusto un po’ aspro come il carattere dei liguri.
La cover è più identitaria di un volto in primo piano: è stata una scelta interiormente complessa oppure è arrivata con naturalezza?
Volevo fare vedere le mani che è dove ho avuto il mio problema principale. Ho fatto diverse prove e quella era la più convincente, è stato naturale.
April il disco con Correre, un brano ipnotico che ripete ossessivamente la parola del titolo: correre è fuggire da qualcosa o raggiungere una meta?







