Il paradosso della Reumatologia, Crotone sostiene da sola la rete regionale ma il budget copre la metà dei posti
CROTONE – Centinaia di pazienti in lista d’attesa, un’emorragia costante di risorse regionali dirette verso i centri d’eccellenza del Nord Italia e una rete assistenziale che rischia di andare in corto circuito definitivo prima dell’autunno. È il quadro drammatico che emerge dall’analisi dello stato dell’arte della Reumatologia in Calabria, una branca specialistica che conta migliaia di malati cronici sul territorio regionale, ma che continua a viaggiare a scartamento ridotto tra burocrazia paralizzante e programmazione monca.
Il cortocircuito dei decreti
Al centro della vicenda si consuma un cortocircuito strutturale che lega i decreti commissariali della Regione alle casse della spesa sanitaria locale. Sulla carta, infatti, i provvedimenti normativi per il riassetto della Rete reumatologica integrata – a partire dal DCA 119 del 2017 fino al più recente DCA 53 del 2024, confermati dai principi della Legge Regionale 35 del 2025 – riconoscono in modo esplicito la rilevanza sociale e clinica delle patologie reumatiche. Tali norme delineano teoricamente un sistema organizzato su più livelli (Hub e Spoke) per garantire diagnosi precoci, presa in carico tempestiva e continuità terapeutica su tutto il territorio calabrese.






