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Andrea Priante

Vicenza, il 21enne di Enego ora vuole dire tutta la verità: al magistrato dovrà chiarire il movente e perché si sia inventato tutto

Adriano Cappellari è tornato a Enego ma quasi nessuno se n’è accorto. Dicono stia rintanato in casa lasciando ai genitori l’incombenza di non perderlo mai di vista, e che trascorra le ore chiedendosi come sarà la sua nuova vita, adesso che agli occhi della gente non è più il giovane eroe coraggioso disposto a sfidare la camorra, ma un banale millantatore. Peggio, un mitomane.

I reati contestatiChi l’ha incontrato, lo descrive spaventato, confuso, fragile. Se non altro, l’aver dato retta al suo avvocato che gli consigliava di allontanarsi per qualche giorno dall’Altopiano di Asiago, gli è servito a prendere la decisione più difficile: quella di assumersi la responsabilità di aver trasformato, agli occhi di tutta Italia, questo paesino di montagna in un intrigo di interessi criminali. Il 21enne giornalista - accusato di aver messo in scena per mesi un clima di intimidazioni e lettere minatorie arrivate a lambire perfino la premier Meloni, e di essersi organizzato un finto attentato con un pacco bomba esploso di fronte a casa - ha deciso di confessare. Mercoledì mattina il suo avvocato, Roberto Rigoni Stern, incontrerà la sostituto procuratore Alessia Grenna, titolare del fascicolo che lo vede indagato per simulazione di reato, incendio, calunnia, procurato allarme e truffa ai danni dell’ente pubblico, visto che quell’attentato fasullo aveva convinto il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica ad assegnargli una (costosa) scorta a spese dello Stato.