Fatima, 19 anni, arrivata qui a tre anni con la famiglia, ci vive da 17: porta il velo e veste occidentale. Gizem, tunisina di 22, è “salita“ tre anni fa e ha già trovato lavoro: "Voglio un futuro in questa città"."Quando sono in Egitto, a Il Cairo mi chiamano “l’italiana“, anzi la “milanese“, quella che si è montata la testa, che veste un po’ troppo all’Occidentale (ha le Gazelle e i calzini Adidas) per questo le mie cugine egiziane che sono rimaste là, neanche mi parlano più. Quando sono a Milano, però, per gli italiani sono “l’egiziana“, la straniera che non si toglie il velo".
Due “identità“ due mondi.
Ecco, in sintesi, il conflitto, la contesa emotiva che vive una ragazza di seconda generazione, nata in Egitto, cresciuta in via Padova dall’età di 3 anni, che oggi abita a Rogoredo ed è tornata a lavorare in una bella pasticceria del quartiere "perché questa via mi ricorda un periodo in cui sono stata felice".
La storia è quella di Fatima, 19 anni, diplomata al liceo Scientifico e il desiderio di diventare psicologa.
Tanti racconti a briglia sciolta, "ma niente foto, i miei genitori si arrabbierebbero se sapessero che mi faccio fotografare, sono un po’ severi e vecchio stampo".






