Chiede oltre 56mila euro dopo essere scivolata su un marciapiede bagnato dalla pioggia a Pesaro, ma dal Tribunale ne ottiene 5.932. L’oggetto del contendere erano le lesioni alla spalla: per la donna la caduta aveva lasciato un’invalidità del 18 per cento, mentre secondo il giudice il danno davvero provocato dall’incidente si ferma al 4 per cento. Le lesioni più serie, infatti, erano già presenti. La vicenda risale al 16 novembre 2021. La donna stava camminando a Pesaro quando scivolò sul marciapiede reso viscido dalla pioggia battente e cadde sul lato destro, riportando un trauma alla spalla. L’assicurazione riconobbe che l’infortunio rientrava nella polizza e propose 5.182 euro. Una cifra ritenuta troppo bassa. Il medico incaricato dalla donna aveva infatti valutato le conseguenze nel 18 per cento e da lì era partita una richiesta complessiva di 56.032 euro.
Secondo la donna, la caduta aveva provocato anche problemi importanti ai tendini della spalla, non considerati correttamente nella prima valutazione. Per questo aveva chiesto una nuova perizia e un riesame degli accertamenti. Il Tribunale ha però detto no. Il consulente aveva già concluso che i problemi più gravi alla spalla erano legati a fenomeni degenerativi e a lesioni precedenti all’incidente. Alla caduta sono stati quindi attribuiti soltanto gli effetti diretti del trauma, quantificati nel 4 per cento di invalidità permanente, oltre a trenta giorni di immobilizzazione e ad altri trenta di inabilità parziale. Il conto finale è di 5.932 euro, oltre interessi e rivalutazione: 3mila euro per l’invalidità, 1.180 per l’inabilità e 1.752 per le spese mediche.






