Il clima pavese è destinato a diventare progressivamente più caldo, con inverni meno rigidi ed estati più lunghe. Emerge dal Profilo climatico locale di Pavia appena redatto con Arpa, che fornisce indicazioni sulla futura pericolosità climatica in relazione alle temperature e alle precipitazioni, e si propone come base conoscitiva a supporto delle politiche urbane.

"La temperatura media annua aumenterà da 13,7° a 17,6 entro fine secolo (+3,9°) – dice l’assessore all’Ambiente Lorenzo Goppa – Il fabbisogno energetico per raffrescare gli edifici aumenterà da 31 a 415, cioè oltre 13 volte. Le ondate di calore saliranno da 4 giorni l’anno a 222 nel periodo 2041-2070 e a 336 a fine secolo. Il caldo estremo rischia dunque di diventare la condizione normale per gran parte dell’anno". Stando al Profilo i giorni di gelo già diminuiti continueranno a ridursi drasticamente, da circa 51 l’anno (1985–2014) a 12 nel periodo 2041–2070 e a soli due entro fine secolo.

Le giornate con temperature sempre sotto lo zero saranno quasi assenti. Aumenteranno i giorni con temperature massime superiori a 35°, con incremento dello stress termico e dei rischi per la salute. "Le notti tropicali con minime superiori a 20°, già quadruplicate rispetto agli anni Settanta, potrebbero diventare 99 l’anno entro fine secolo. Frequenti anche le notti sopra ai 25°, riducendo il recupero termico e aumentando l’impatto sulla salute, specie per i più vulnerabili. Le estati vedranno un deficit idrico strutturale per l’aumento dell’evaporazione e la riduzione delle piogge con effetti sulla disponibilità di acqua per agricoltura, verde urbano ed ecosistemi di Ticino e Po. In conclusione entro fine secolo la città si allontanerà dal clima temperato padano per convergere verso condizioni proprie della fascia mediterranea meridionale. Sono urgenti scelte urbanistiche e non per la mitigazione di questi scenari".