Due semplici frasi, talvolta, possono bastare per capire la direzione di un progetto: quelle pronunciate, a pochi giorni di distanza, da Raphael Gaspardo e da coach Francesco Nanni. Il lungo biancorosso, pronto a vivere la sua terza stagione a Forlì, ha detto al Carlino: "Potremmo essere la Mestre dello scorso anno". La seconda è arrivata invece da coach Francesco Nanni, che, commentando il calendario la scorsa settimana, si è detto felice di iniziare contro Cividale, "una società che in questi anni è stata un punto di riferimento per la capacità di investire sui giovani e valorizzare tanti giocatori provenienti dalla serie B. Nutriamo grande rispetto per loro". Mestre e Cividale. Due esempi diversi, ma che forse rappresentano il presente e il futuro del nuovo corso biancorosso.
L’accostamento con i veneti vale soprattutto per l’immediato: dodici mesi fa la neopromossa si presentava ai nastri di partenza senza grandi proclami, con un gruppo giovane e poche certezze, anche a causa di un mercato iniziato in ritardo rispetto alle rivali per la salvezza. Ne è uscita una stagione sorprendentemente serena, vissuta spesso in zona play-in, che ha visto soprattutto la consacrazione di tanti elementi che fino ad allora avevano costruito la propria carriera prevalentemente in cadetteria. Giordano e Galmarini, Reggiani e Aromando: nomi che hanno dimostrato come il salto di categoria fosse possibile, se accompagnato dal contesto giusto. È, in fondo, ciò che Forlì – con le dovute proporzioni – spera di riuscire a fare già nel prossimo campionato.







