Da categoria di investimento di nicchia a «uno dei principali terreni competitivi dell'industria europea», in grado di combinare «selezione discrezionale, trasparenza, liquidità e semplicità di negoziazione».

Così Tom Bailey, head of research di Hanetf, descrive l'ascesa verticale degli Etf attivi, che nel Vecchio continente sono ormai protagonisti indiscussi dell'offerta di fondi quotati.Secondo quanto calcolato dalla società di gestione a fine primo semestre gli Etf gestiti secondo logiche di stock picking hanno superato quota 130 miliardi di dollari di masse: merito anche dei quasi 16 miliardi di raccolta del secondo trimestre, che hanno permesso al patrimonio gestito da questi fondi di crescere del 26%.

Nessun'altra categoria di Etp (Exchange-Traded-Products) ha registrato una crescita più grande su base trimestrale.

Si sono avvicinati soltanto gli Etf azionari core – i classici fondi-indice passivi tra cui quelli sui grandi indici come S&P 500 e Msci World –, le cui masse sono aumentate del 20% fino a sfiorare i 1.700 miliardi.

Mentre sul lato opposto della barricata a fare più fatica in assoluto sono gli Etp sulle criptovalute, reduci da un secondo trimestre tutt'altro che positivo per l'andamento di bitcoin e simili: le loro masse sono scese di oltre il 14% su tra primo e secondo trimestre, fermandosi a 11 miliardi di dollari.Tornando agli Etf attivi, da inizio anno le quotazioni sono state 93, che hanno portato il totale di strumenti disponibili per investitori europei a quota 384.