Dalla prima domenica di agosto, con un Santuario gremito di pellegrini e la funicolare presa d’assalto, così come i sentieri della mulattiera da Mercogliano e Ospedaletto D’Alpinolo, alla proposta della comunità benedettina guidata dall’Abate Riccardo Luca Guariglia di ospitare la popolazione dei Campi Flegrei colpita dal sisma, Montevergine lancia un chiaro segnale: non si lascia scoraggiare né isolare dalla strada ancora interrotta per i lavori al costone franato lo scorso novembre. «Nessun rallentamento, i lavori proseguono come da crono programma», fanno sapere intanto da Palazzo Caracciolo.
Il muro di sostegno è stato completato e si va avanti anche con l’installazione dei 26 pali che andranno a comporre la palificata, questa volta orizzontale. Un intervento non semplice, che richiede più tempo del previsto, come aveva già annunciato il presidente della Provincia di Avellino, Fausto Picone, oltre ai successivi e necessari collaudi. Maltempo in Irpinia, grandine e allagamenti in diverse zone dell'AvellineseUna riapertura, quella della Sp 374, slittata già due volte nei mesi scorsi, che rimane al momento fissata, salvo cambiamenti in corso d’opera, entro il 20 settembre. Quando saranno trascorsi circa dieci mesi dalla frana, avvenuta la sera del 25 novembre. Ma c’è una forza, quella sprigionata dalla devozione a Mamma Schiavona, che almeno simbolicamente prova a rimarginare una ferita che comunque resta lì, tra un tornante e l’altro di quello che è sempre stato, e gli eventi lo hanno confermato, il principale collegamento al luogo di culto mariano a monte. La Provincia di Avellino che, dopo aver provveduto ad una prima messa in sicurezza dell’area, sta portando avanti i lavori di ripristino della carreggiata per riaprire quanto prima almeno a senso di marcia alternato, ha avviato intanto anche l’iter per installare i sensori di monitoraggio nell’area franata. E in particolare del muro di sostegno appena realizzato, per verificarne la tenuta in caso di dilavamenti. Piccoli fenomeni che continuano ad esserci, soprattutto in caso di forti piogge. Oltre otto mesi dalla grossa colata di fango e detriti che ha squarciato la montagna. Interrompendo da quel momento la possibilità di raggiungere il Santuario attraverso la strada provinciale. Sospendendo, di conseguenza, il via vai di pullman e auto che, prima di raggiungere il Santuario o dopo la visita a Mamma Schiavona, si fermavano nei comuni a valle. La rabbia e la delusione dei commercianti, per il prolungarsi dei lavori e quindi dell’interruzione alla viabilità, restano. Così come le difficoltà per chi ogni giorno deve raggiungere il complesso monastico a monte per lavoro. Nonostante l’attività quotidiana della funicolare che rimane, ad oggi, l’unico mezzo di collegamento alla vetta sacra. Si perdono sul Cammino di Guglielmo, ritrovati due scout dopo ore di ricercheCon settembre, se il crono programma non dovesse subire ulteriori variazioni, e con la tradizionale Juta a Ospedaletto D’Alpinolo potrebbero tornare a respirare quelle attività economiche nei comuni del Partenio legate al turismo religioso. Poi si dovrà lavorare alla messa in sicurezza complessiva del costone, per il quale progetto messo in piedi dalla Provincia e candidato sulla piattaforma Rendis, sono necessari almeno 5 milioni di euro. Continuano, dunque, le interlocuzioni e il completamento del progetto, passando dalla fase di fattibilità a quella definitiva. Un intervento che dovrà servire a scongiurare il pericolo frane in tutta l’area e mitigare il rischio idrogeologico. Una sfida decisiva anche per restituire fiducia ai residenti, garantire sicurezza ai pellegrini e rilanciare stabilmente l’economia del territorio locale. Resta da definire poi, entro ottobre, la riperimetrazione delle zone rosse.









