Il caso.05 agosto 2026 alle 00:26Le opposizioni: promesse tradite. La maggioranza: è una nostra priorità
Quindici anni di cancelli chiusi, promesse, rinvii e polemiche. L’Anfiteatro romano continua a essere il simbolo delle occasioni perdute e, ancora una volta, diventa terreno di scontro politico. Le parole pronunciate da Fiorella Mannoia («Spero che venga riaperto») hanno avuto l’effetto di una scintilla: e il confronto sul futuro del monumento è tornato a infiammare il dibattito a palazzo Bacaredda. I consiglieri di centrodestra non usano mezzi termini e parlano di «tradimento di questa amministrazione», tuona Alessandra Zedda che rivendica come il dossier Anfiteatro fosse «al centro del mio programma elettorale due anni fa. «La riapertura sarebbe dovuta essere la priorità, invece è ancora chiuso», aggiunge. «Per noi del gruppo Pd, per il sindaco e tutta la maggioranza è invece una priorità», risponde Marta Mereu, presidente della commissione Cultura. «Restano ancora da da superare alcuni ostacoli», il collegamento con l’Orto Botanico attraverso l’abbattimento del muro, «ma ci mettiamo l’anima perché non vogliamo più che l’Anfiteatro resti chiuso», aggiunge.
L’accusa
Per i consiglieri delle opposizioni è incomprensibile che, dopo quindici anni, il monumento più importante di Cagliari (e della Sardegna) non sia stato ancora restituito nemmeno alle visite in maniera organica. «Sull’Anfiteatro assistiamo allo stesso copione che i cagliaritani conoscono fin troppo bene: annunci, promesse di imminenti riaperture, poi passa il tempo e resta chiuso», dice Giuseppe Farris, CiviCa 2024. «È chiuso da quindici anni, per decisione di un giovane sindaco, Massimo Zedda. Anche ammesso che il progetto venga finalmente avviato, si parla di una apertura fortemente ridimensionata rispetto ai fasti del passato. L’Anfiteatro non può diventare il simbolo delle occasioni perdute». «È assurdo», gli fa eco Roberto Mura, Alleanza Sardegna, «che Massimo Zedda, dopo averlo chiuso liquidandolo come una “legnaia”, abbia di fatto privato Cagliari non soltanto di un bene archeologico straordinario, ma anche di uno degli spazi più prestigiosi d’Europa per ospitare concerti ed eventi culturali internazionali. L’Anfiteatro non può continuare a essere il monumento delle occasioni perdute, ora è urgente definire tempi certi, risorse e un progetto concreto che consenta di tutelare il sito e restituirlo pienamente alla vita culturale della città», aggiunge. «È il marchio di fabbrica di questa amministrazione», dice Pierluigi Mannino, FdI: «Anfiteatro chiuso, Bastione di Saint Remy deturpato dal plexiglass da luna park, così come i balconi e la scalinata di Palazzo Bacaredda, il municipio più bello d'Italia. Il fallimento è totale», aggiunge.






