di Pietro Senaldimartedì 4 agosto 20265' di letturaLa Spagna ferita parte alla carica a testa bassa come un toro nell’arena. Oggi c’è il vertice straordinario dei ministri dell’Interno dell’Unione Europea. Mai più un’altra Ceuta, è il tema dell’incontro: come evitare che ricapiti quello che l’autogol diplomatico di Pedro Sanchez con il Marocco ha determinato la scorsa settimana, un’invasione di settantamila clandestini in meno di due giorni. In cattedra c’è l’Italia, con la proposta del governo di Giorgia Meloni di sospendere il trattato di libera circolazione di Shengen, che ha raccolto 22 adesioni su 27 Stati membri, e il piano concordato con la Danimarca per aprire direttamente in Africa centri di rimpatrio di migranti illegali sul modello Albania. Sul banco degli imputati, con le orecchie da somaro ben calcate sulla testa, c’è l’esecutivo di Madrid.Poiché la miglior difesa è l’attacco, il ministro degli Esteri iberico fa la prima mossa. «Il governo italiano non si dimostra all’altezza sui migranti; ha assunto posizioni irresponsabili senza dimostrare la solidarietà richiesta», mette le mani avanti José Manuel Albares. Sono seguite una raffica di dichiarazioni dei parlamentari italiani della maggioranza, sintetizzabili nei seguenti concetti: quel ministro è un provocatore, gli spagnoli non sanno contare, Madrid ha perso lucidità dopo Ceuta, Sanchez è cotto, speriamo che il prossimo premier sia meglio. Da segnalare la replica di Antonio Tajani, in quanto collega di Albares. Il ministro degli Esteri italiano mette sul tavolo il tema Spagna problema per l’Europa, non solo o non tanto per i fatti di Ceuta, bensì per la sua politica migratoria spericolata: «La sanatoria di un milione di irregolari decisa da Madrid è preoccupante», allarma il nostro vicepremier, evocando un effetto calamita del messaggio che l’esecutivo iberico sta lanciando a tutti i disperati del mondo, a indicare loro l’Europa come meta sicura.La critica che fa più male al governo Sanchez però, alla vigilia del vertice europeo, è quella che gli arriva in prima pagina dal Mundo, autorevolissimo quotidiano iberico. La Spagna è isolata, marcia in direzione contraria a quella dell’Unione, è l’eccezione laddove l’Italia è la regola, Pedro è al governo ormai da otto anni e si sentono tutti, la realtà è cambiata, lui no: questa la sintesi dell’attacco via media. In effetti, dal lassismo nella lotta all’immigrazione clandestina, agli acquisti di gas russo per il 18% dell’approvvigionamento energetico, al rivendicato sfilarsi dagli obblighi di contribuzione alla Nato, se Sanchez può contare nell’amicizia, nella stima e nel sostegno di Elly Schlein, possiamo altresì dire che Vladimir Putin in Europa può contare sulla politica del leader spagnolo. E il Pd si metta d’accordo prima delle elezioni con Giuseppe Conte se va bene così...Immigrazione, Fdi stronca Sanchez e sinistra italiana: "Ecco come si fa""Ci sono due modi di affrontare l’immigrazione clandestina". A scriverlo in un post sui social è ...I NUMERI DEGLI ARRIVI
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