Milano – “Sembrava di essere in un film sulla seconda guerra mondiale. Quella notte mi ha segnato: solo se ci penso, ho l’ansia”. Il 16enne Davide è uno dei ragazzi ebrei minacciati da un gruppo di naziskin in Bulgaria. Uno dei suoi compagni, Gabriel, ha raccontato che mentre erano al quarto piano dell’hotel nel quale dormivano “è arrivato un gruppo di uomini con magliette nere che hanno iniziato a urlare frasi contro di noi e a fare il saluto romano. Noi eravamo nelle stanze e abbiamo avuto paura. Gli accompagnatori ci hanno detto di allontanarci dalle finestre e di non uscire. Prima erano in quattro, poi è arrivata la polizia e si sono allontanati. Sono poi ritornati più numerosi, almeno in sette o otto. Non sapevamo cosa potesse succedere. Alcune amiche hanno iniziato a piangere...”
Nel frattempo, Davide viveva la scena da una prospettiva diversa, se è possibile, ancora più rischiosa. Era infatti per strada con un suo amico milanese e altri due ragazzi svizzeri.
Eravate lì per una vacanza?
“Innanzitutto non eravamo a Sofia, ma a Bansko, una località sciistica a due ore di auto dalla capitale bulgara. Era un raduno con altri duecento ragazzi provenienti da tutta Europa. Era un semplice campeggio: passeggiate e anche qualche notte in tenda. Eravamo in quel hotel da due settimane e quella doveva essere la nostra ultima notte. Anche per questo quando è accaduto ero sotto choc: non avrei mai pensato che una cosa del genere potesse capitare in un posto come quello: una cittadina un pò isolata, nel cuore dell’Europa".










