CommentiSegui Domani su Google04 agosto 2026 • 21:05Aggiornato, 04 agosto 2026 • 21:06Nel corso di due millenni, l’identità europea ha vissuto di una continua dialettica con l’altro da sé: dall’elastica intelligenza con cui Roma antica ha saputo appropriarsi delle forme di vita più remote ai movimenti incessanti delle genti che, nella modernità, hanno riscritto la fisionomia di interi popoliNel corso di due millenni, l’identità europea ha vissuto di una continua dialettica con l’altro da sé: dall’elastica intelligenza con cui Roma antica ha saputo appropriarsi delle forme di vita più remote ai movimenti incessanti delle genti che, nella modernità, hanno riscritto la fisionomia di interi popoli. Non c’è paese occidentale che sia stato capace di mantenersi in vita senza ibridarsi per tramite dei flussi migratori. Eppure, come per uno sconcertante atto di rimozione psichica, l’Europa Mariano CrocefilosofoMariano Croce insegna filosofia politica presso Sapienza Università di Roma
La svolta culturale razzista dietro la parola remigrazione
Nel corso di due millenni, l’identità europea ha vissuto di una continua dialettica con l’altro da sé: dall’elastica intelligenza con cui Roma antica ha saputo appropriarsi delle forme di vita più remote ai movimenti incessanti delle genti che, nella modernità, hanno riscritto la fisionomia di interi popoli








