Si fingono nipoti per raggirare i malcapitati. La scena ripresa dal sistema di sicurezza installato sui telefonini. Alle urla da remoto dei familiari delle vittime, i tre malviventi scappano e la fanno franca perché la polizia è già impegnata
Si sono presentati come parenti, sono entrati con una busta della spesa e hanno cercato di mettere a segno un furto nell’abitazione di una coppia di anziani, in pieno giorno, a Corato. Un piano interrotto dalle telecamere installate in casa e collegate agli smartphone dei familiari, che hanno seguito l’intera incursione in diretta. «Zia, sono io, aprimi», avrebbe detto uno dei due sconosciuti al citofono. Poco dopo, un uomo e una donna sono entrati nell’appartamento, salutando e abbracciando la padrona di casa con grande confidenza. «Da quanto tempo non ti vedo. Come stai?», le avrebbero detto, fingendo di essere persone di famiglia. In quel momento i due anziani erano soli. I figli, che si erano allontanati per circa un’ora, continuavano però a controllare l’abitazione attraverso il sistema di videosorveglianza. Vedendo sullo schermo del telefono persone mai viste prima, hanno compreso che i loro genitori erano in pericolo e hanno chiamato il 112. «Non abbiamo pattuglie» avrebbe risposto l’operatore.Nel frattempo, mentre i figli assistevano in diretta a quanto stesse accadendo, nell’appartamento è entrato un terzo complice. Mentre i primi due intrattenevano gli anziani e li accompagnavano sul balcone, l’altro si è diretto verso la camera da letto, presumibilmente alla ricerca di denaro e oggetti di valore. Accortosi delle telecamere, l’uomo ne ha staccata una. Prima che il collegamento venisse interrotto, i figli hanno attivato il microfono dell’impianto e hanno iniziato a gridare contro gli intrusi. Altri familiari, intanto, stavano raggiungendo l’abitazione. Scoperti, i tre sono fuggiti senza riuscire a portare via nulla.«Abbiamo assistito a tutto in diretta, sette minuti di terrore, senza poter intervenire», raccontano i familiari. «La paura più grande era che potessero fare del male ai nostri genitori. E sentirci dire che non c’erano pattuglie disponibili ci ha fatto ulteriormente gelare il sangue». Ora le immagini sono passate alla polizia per identificare i ladri truffatori









