ROMA – L’Italia è dunque ancora lontana dall’obiettivo europeo del 45% di laureati tra i giovani di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Sull’accesso all’istruzione terziaria, i profondi divari economici giocano sempre un ruolo decisivo. In Italia, il tasso di giovani laureati nel 2025 era pari a 31,1%. È il secondo valore più basso nell’Unione Europea, subito dopo la Romania, di quasi 14 punti percentuali più basso rispetto alla media europea.
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In Italia i divari più marcati tra chi ha e chi non ha. Prima di tutto, la condizione familiare, che assume un ruolo importantissimo, vede l’Italia tra i Paesi Ocse come uno che presenta i divari di accesso più marcati tra le famiglie avvantaggiate e quelle svantaggiate.
Il confronto a livello europeo mostra questi risultati:
* – nel 2025 il 44,8% dei giovani europei tra 25 e 34 anni possedeva un titolo di studio terziario (lauree o equivalenti; nonostante l’aumento rispetto all’anno precedente (44,1%), ancora non risultava pienamente raggiunto l’obiettivo comunitario del 45%, fissato per il 2030.








