Il governo tira dritto e, anche grazie all’extragettito Iva di luglio, proroga il taglio delle accise sul gasolio fino al 25 agosto. La decisione è stata presa dal Consiglio dei ministri di martedì, ultimo prima della pausa estiva, che ha scelto di proseguire con lo sconto generalizzato di 17 centesimi al litro per contenere il costo del diesel durante il periodo delle vacanze estive, continuando invece a ignorare il rincaro della benzina. La misura, introdotta il 28 luglio e costata 125 milioni per 10 giorni, sarebbe scaduta il 6 agosto. Si è rivelata poco efficace visto l’aumento dei prezzi deciso nel frattempo dalle compagnie: dello sconto teorico è rimasto circa il 50%.
Secondo gli ultimi dati del Mimit, il prezzo medio del gasolio self sulla rete ordinaria è salito a 2,100 euro al litro, il livello più alto dal 29 luglio, il giorno successivo all’entrata in vigore del taglio delle accise. La benzina viaggia sugli 1,999 euro, mentre sulle autostrade si trova a 2,084 euro in modalità self e il diesel è a 2,173 euro, in lievissima discesa dai 2,174 di ieri. Gli aumenti arrivano dopo che il Brent, superata la fiammata dei giorni scorsi, è tornato a scendere sotto i 90 dollari al barile. “Il gasolio è sceso in autostrada e salito nella rete stradale, evidente segno del fatto che l’andamento non dipende dalle quotazioni del petrolio ma dalla possibilità o meno di speculare”, ha commentato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. L’associazione aveva chiesto al governo di agire anche sulla benzina “con un taglio di 15 cent (18,3 con l’Iva)”. Per trovare le coperture, secondo l’associazione, bisognava “inasprire, come si era inizialmente ipotizzato, la tassazione sul fumo“. La tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere ed energetiche? Una cosa “più che condivisibile che chiediamo da anni ma che richiede tempo”.













