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I dati dell'Amministrazione Generale delle Dogane cinesi mostrano che nel primo semestre del 2026 il commercio di merci nel paese ha raggiunto i 25,47 trilioni di yuan (circa 3.200 miliardi di euro), con un incremento del 16,9% rispetto all'anno precedente. La Cina si conferma così il primo paese al mondo per il commercio di merci. In questo quadro, i cosiddetti "tre nuovi di nuova generazione”, i settori della intelligenza artificiale, robotica e farmaci innovativi, stanno registrando uno sviluppo rapido e hanno il potenziale per diventare nuovi settori trainanti dell'economia. L'evoluzione della classifica dei prodotti più esportati dalla Cina descrive un chiaro percorso di trasformazione industriale. Quarant'anni fa, all'inizio della riforma e dell'apertura, erano i "tre vecchi" , i settori dell’abbigliamento, mobili ed elettrodomestici, a fare da traino, sfruttando l'abbondante manodopera e il basso costo della produzione. Negli anni più recenti, Pechino sembra aver colto le opportunità della transizione verde, facendo emergere i cosiddetti "tre nuovi", i settori dei veicoli elettrici, batterie al litio e pannelli fotovoltaici, che hanno reso la Cina un protagonista globale della green economy. Oggi, il paese punta con decisione sulle frontiere dell'IA e delle scienze della vita: i "tre nuovi di nuova generazione" rappresentano il passo successivo, il salto dal Made in China al Created in China. Ma quanto sono davvero apprezzati questi nuovi prodotti sui mercati internazionali? Nel primo semestre del 2026, l'export di robot industriali cinesi ha raggiunto i 6,29 miliardi di yuan (circa 800 milioni di euro), in crescita del 18,6%, con destinazioni che coprono 141 paesi. Ancora più marcato l'exploit dei robot chirurgici, le cui esportazioni sono aumentate del 330% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Nel campo dell'IA, i grandi modelli linguistici cinesi hanno registrato 36,11 trilioni di token di chiamate nella settimana dal 13 al 19 luglio, mantenendo il primato mondiale per 12 settimane consecutive. Quanto ai farmaci innovativi, nel primo semestre le autorità cinesi hanno approvato 11 nuovi principi attivi, tutti sviluppati da aziende locali; il valore delle operazioni di licensing outward ha raggiunto circa 110 miliardi di dollari, e nella classifica mondiale delle prime dieci transazioni del settore figurano otto imprese cinesi. Da dove arriva questa crescita così rapida? La svolta non è semplicemente il risultato di un cambiamento nei prodotti esportati. Dietro i "tre nuovi di nuova generazione" c'è un mutamento strutturale profondo, che investe i fattori trainanti della crescita, la natura degli scambi, il ruolo nella divisione globale del lavoro e le modalità stesse della cooperazione internazionale. Se i "tre nuovi" (veicoli elettrici, batterie, fotovoltaico) devono il loro successo alla completezza della filiera industriale cinese e alla capacità di produrre hardware avanzato su larga scala a costi competitivi, i "tre nuovi di nuova generazione" sono un'altra storia. I parametri che contano, come il volume di chiamate dei modelli linguistici, il tasso di crescita dell'export di robot chirurgici, il valore delle licenze farmaceutiche, non misurano più la capacità produttiva, ma la ricerca e sviluppo, l'innovazione originale e la proprietà intellettuale. Negli ultimi cinque anni, la spesa cinese in R&S è cresciuta in media del 10% annuo, collocando il paese stabilmente al secondo posto nel mondo per investimenti nel settore. È questo lavoro che ha permesso di raggiungere risultati originali nelle tecnologie di base. Il motore dell'export non è più il vantaggio della manodopera a basso costo o della filiera, ma l'innovazione. E questo non significa solo un aggiornamento del vantaggio comparato: è un vero e proprio spostamento verso l'alto della Cina nella catena del valore globale. Un tempo la Cina era principalmente la fabbrica del mondo, collocata a valle o al centro della catena produttiva globale. Oggi, il valore aggiunto del commercio estero cinese si sta innalzando in modo significativo. Un rapporto di Morgan Stanley sottolinea che, senza il contributo della Cina, i costi di sviluppo della filiera del robot umanoide Optimus di Tesla aumenterebbero in modo esponenziale. Nel campo dell'IA, la Cina sostiene un modello open source, consentendo a piccole e medie imprese e paesi in via di sviluppo di accedere a potenza di calcolo avanzata a costi contenuti. Nel settore farmaceutico, le aziende cinesi condividono i risultati della ricerca con partner globali attraverso licenze, joint venture e altre forme di collaborazione. Nel campo della robotica, robot umanoidi e chirurgici prodotti in Cina operano ormai in molti paesi. Non si tratta più di un flusso unidirezionale di merci, ma di un nuovo modello di condivisione tecnologica. È interessante notare che la diffusione globale dei "tre nuovi di nuova generazione" sta portando benefici concreti anche ai paesi in via di sviluppo. L'IA cinese aiuta le piccole e medie imprese del Sud-est asiatico nella loro trasformazione digitale; i robot medici cinesi alleviano la carenza di risorse sanitarie in Thailandia; i farmaci innovativi cinesi, a prezzi molto più bassi rispetto agli equivalenti occidentali, entrano nei sistemi sanitari di diversi paesi. Un sondaggio del Pew Research Center mostra che l'opinione secondo cui "la Cina è un partner più affidabile" sta guadagnando terreno a livello globale, un dato che non sorprende, alla luce dell'impegno per una tecnologia più inclusiva e accessibile.











