di Andrea Morigimartedì 4 agosto 20266' di letturaC'è chi dà i numeri, mentre altri stanno facendo i conti, provvisori ma precisi, sullo sterminio sistematico subito dalla popolazione iraniana sin da quando il potere è passato agli ayatollah e ai pasdaran. Magari la Corte Penale Internazionale un giorno se ne occuperà. Finora, pur avendo ricevuto numerose segnalazioni, le ha nascoste tutte in un cassetto.Per scrivere il libro nero della Repubblica islamica bisogna partire cronologicamente da lontano, dal 1979, dallo scoppio della Rivoluzione khomeinista. I fiumi di sangue che sgorgheranno da quell’evento sono ancora in piena. L’eccidio quarantennale che ne è seguito ha il suo culmine nelle stragi che si sono consumate tra il 28 dicembre 2025 e il 16 gennaio scorso. Si sta sbiadendo la memoria di quella violenza contro il popolo, nonostante le centinaia di video postati sui social fissino i momenti più crudi della tragedia, con i parenti alla ricerca dei loro cari fra le montagne di corpi ammassati nei locali dell’obitorio. Da quelle testimonianze comunque, l’opposizione iraniana all’estero, nell’anonimato per ragioni di sicurezza e per non mettere a rischio i propri connazionali in patria, ha ricostruito l’accaduto, ha raccolto elementi d’accusa e li mette a disposizione per la prima volta per avanzare alcune ipotesi di lavoro.