«Almeno 12mila persone, molte under 30, sono state uccise nelle proteste in Iran». A scriverlo è Iran International, in quello che la testata di opposizione basata a Londra definisce «il più grande massacro nella storia contemporanea dell'Iran». La stima del comitato editoriale di Iran International si basa «su un'analisi esclusiva di fonti e dati medici» fatta su un'analisi in più fasi di notizie da più fonti, «tra cui una vicina al Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale».

Teheran, folle di manifestanti sfidano in piazza la repressione delle forze di sicurezza del governo

I numeri sono diversi per il regime. Un funzionario iraniano ha riferito invece alla Reuters che sono circa 2mila le persone uccise durante le proteste in corso dal 28 dicembre scoppiate a causa della crisi economica. Il funzionario ha attribuito la responsabilità della morte dei civili e delle forze di sicurezza ai «terroristi».

Le ultime stime dell'ong statunitense Human Rights Activists News Agency riferivano di almeno 646 vittime, ma il blackout di internet che da giorni colpisce il Paese rende difficile ottenere dati completi e verificare in modo indipendente le informazioni.

L’INTERVISTA