Luiz Inácio Lula da Silva ha partecipato alle elezioni presidenziali in Brasile sei volte: ne ha vinte tre, compresa l’ultima, e a ottobre cercherà il quarto mandato, il secondo consecutivo, mentre la prima presidenza durò dal 2003 al 2010. Ex operaio, sindacalista e storico esponente della sinistra brasiliana, Lula ha 80 anni e nel 2024 fu operato al cervello per una caduta in bagno che gli causò un’emorragia cerebrale. Ma a differenza di quanto successe con il quasi coetaneo Joe Biden negli Stati Uniti, la sua età e la sua salute non sembrano essere una questione centrale della campagna elettorale, almeno per ora.
Nel fine settimana ha presentato ufficialmente la sua candidatura, già sicura da tempo, con grande energia: col cappello di paglia diventato un elemento fisso del suo look ha parlato per un’ora e mezza, ha guidato cori e ha baciato sul palco la 59enne moglie Rosangela, detta Janja, che di tanto in tanto posta sui social gli allenamenti del marito, impegnato in esercizi a corpo libero, pesi e sessioni di boxe.
A livello politico, secondo i sondaggi Lula ha molto aumentato i suoi consensi da quando il presidente statunitense Donald Trump si è messo contro il suo governo. Nel giro di un anno Trump ha imposto dazi altissimi contro il Brasile, poi li ha ritirati, poi ne ha introdotti altri, sempre criticando la gestione del paese: Lula ha potuto così presentarsi come il difensore dell’autonomia brasiliana di fronte alle ingerenze della superpotenza statunitense, e sta funzionando.











