Di: Lorenzo Lamperti, collaboratore RSI da TaipeiNiente comunicati, nessuna agenda ufficiale, nessuna conferma delle autorità. Eppure, come ogni anno, la leadership del Partito comunista cinese ha iniziato il suo ritiro estivo a Beidaihe. I segnali sono sempre gli stessi: i massimi dirigenti scompaiono dalla scena pubblica, la sicurezza viene rafforzata nella località balneare a 280 chilometri da Pechino e il potente capo di gabinetto Cai Qi compare sul posto per incontrare studiosi e ricercatori. La cittadina sul Mar Bohai è da decenni teatro di 10-14 giorni di colloqui riservati, durante i quali leader in carica, “grandi anziani” e capi delle correnti si riuniscono per discutere di nomine, strategie politiche e riforme economiche.È stato a lungo un evento con persino qualche nota glamour: famigerate le immagini di Mao Zedong in costume da bagno o di Deng Xiaoping che nuota nel mare di quella che i media occidentali hanno spesso soprannominato la “Saint Tropez cinese”. In realtà, Beidaihe assomiglia più a Camp David. Lontani dalla pomposa retorica pubblica dei palazzi di Pechino, dalle sue spiagge si è spesso usciti con svolte politiche poi certificate durante i plenum e i congressi autunnali del Partito. Mao Zedong sulla spiaggia di BeidaiheXinhua News Agency/Wikipedia/public domainCon Xi Jinping, però, il significato di Beidaihe è cambiato. La progressiva concentrazione del potere nelle mani del leader ha ridotto lo spazio per la mediazione tra fazioni, trasformando il ritiro soprattutto in un momento di allineamento alle priorità fissate dal centro. Lo dimostra anche il crescente ruolo attribuito agli esperti. Negli ultimi anni, Beidaihe ha ospitato molti specialisti di intelligenza artificiale, chip e aerospazio. Un riflesso della convinzione di Xi che la competizione con gli Stati Uniti si giochi anzitutto sul terreno dell’autosufficienza tecnologica.Tra gli invitati più osservati dello scorso anno figurava anche lo storico Qian Chengdan, studioso dell’ascesa e del declino delle grandi potenze. Le sue analisi avrebbero influenzato il lessico utilizzato da Xi nel vertice di metà maggio con Donald Trump, in particolare nel riferimento alla cosiddetta “trappola di Tucidide”, la teoria secondo cui il confronto tra una potenza emergente e una dominante rischia di sfociare in un conflitto.Il ritiro di quest’anno pare avere due priorità. Primo: individuare nuove misure di sostegno all’economia, soprattutto ai consumi interni. Secondo: rafforzare la disciplina del Partito. Il ritiro si svolge infatti sullo sfondo di una continua campagna anticorruzione e delle epurazioni ai vertici dell’Esercito, che il prossimo agosto celebrerà il suo centenario. Lo sguardo è però già rivolto al XXI Congresso del Partito, in agenda a ottobre 2027. Da Beidaihe, Xi vuole cementare la sua presa in vista di quell’appuntamento durante il quale potrebbe ottenere uno storico quarto mandato.
Cina, via al ritiro estivo segreto del Partito comunista - RSI
Xi Jinping e i vertici del Partito Comunista cinese in ritiro segreto a Beidaihe: economia, anticorruzione e futuro di Pechino al centro dei colloqui riservati.






