Roma, 4 ago. (askanews) – La fragilità come valore dell’esistenza, per riscoprirci “forti” solo della nostra umanità, in un presente che tende a farci dimenticare la profondità del nostro mondo interiore, la bellezza dell’aprirsi all’altro, la potenza della gentilezza. Prosegue nel segno della suggestione poetica e dello sguardo sull’essere umano il lavoro artistico della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti con il nuovo action set di Raffaele Curi dal titolo “Solo le cose fragili resistono in eterno”. L’installazione, visitabile fino ad ottobre negli spazi di rhinoceros (Via del Velabro 9A), lo splendido palazzo nel cuore di Roma progettato da Jean Nouvel per Alda Fendi come luogo di scambio intellettuale e artistico, si configura come il “secondo tempo” della “Preghiera per andare in Paradiso con gli asinelli” – Omaggio a Francis Jammes, progetto ideato e curato da Curi che ha debuttato nel novembre dello scorso anno. In quell’occasione l’artista esplicitava attraverso una fusione di linguaggi la necessità di tornare alla bontà genuina rappresentata dalla figura antica dell’asinello, celebrata magnificamente dalle parole del poeta Francis Jammes.
Ora, ripercorrendo quello stesso cammino, Curi fa un ulteriore passo in avanti, sottolineando l’urgenza di valorizzare la fragilità e la leggerezza, nomi – e doti – dal sapore tutto femminile, che arricchiscono l’esistenza di ognuno di noi. Con il sostegno di Alda Fendi, Curi ha dunque concepito per i 4 piani di rhinoceros un percorso che conduce verso la verità più profonda della vita umana, rendendo omaggio alla vulnerabilità e alla delicatezza, nel rispetto di se stessi e degli altri, e ricordando la forza del sogno, dell’immaginazione, del desiderio e della poesia. I riferimenti, come in una sequenza ininterrotta, ritornano: c’è Francis Jammes, con la profondità delle sue liriche, ma c’è anche il pensiero di Nietzsche e di Shakespeare, così come l’esperienza artistica di grandi nomi quali Osvaldo Licini e Fujiko Nakaya.








