Milano, 4 ago. (askanews) – Cosa succede quando l’infanzia globale finisce sotto l’obiettivo, un errore si trasforma in opera d’arte o la videoarte si avventura nei corridoi d’ombra di un purgatorio burocratico? PhEST – festival internazionale di fotografia e arte torna a Monopoli dal 7 agosto al 1 novembre, e lo fa svelando gli ultimi, attesi tasselli che vanno a completare il mosaico dell’undicesima edizione. Costruito attorno alla domanda provocatoria What if?, il festival trasforma la città pugliese in un laboratorio di visioni sul presente e sul futuro, invitando a guardare la realtà da una prospettiva diversa e a immaginare cosa potrebbe accadere, intrecciando fotografia, arte contemporanea, cinema, memoria e ricerca.

A completare un panorama espositivo di rilievo si aggiungono nuove mostre e progetti che alzano ulteriormente l’asticella della ricerca visiva. Tra queste spicca Classroom Portraits (2004-2015) di Julian Germain, un’imponente indagine tipologica sull’ambiente scolastico e sull’infanzia nel XXI secolo. Attraverso oltre 450 ritratti di grande formato scattati in aule di più di venti Paesi, Germain documenta la scuola come matrice di ricordi collettivi, esperienza formativa universale e specchio delle dinamiche sociali e politiche del nostro tempo. Lo sguardo sui nuovi linguaggi della fotografia si consolida con la mostra The Portfolio Parade, curata da Erik Kessels e realizzata in collaborazione con Fujifilm Italia. Presentata per la prima volta al MIA Photo Fair 2026, l’installazione rompe gli schemi espositivi tradizionali presentando i lavori di 56 artisti emergenti stampati su carta ad alta definizione FUJICOLOR Crystal Archive DPII Lustre. Kessels sarà inoltre tra i protagonisti più attesi del weekend inaugurale (7-8-9 agosto) con la sua imprevedibile e attesissima visual talk L’ecologia del quotidiano e con una visita guidata alla mostra da lui curata. A completare le attività di Fujifilm, un wall interattivo dove i visitatori potranno lasciare il segno del loro passaggio con un pensiero, e un’immagine stampata su instax, legati al tema dell’edizione What if.