Milano, 14 lug. (askanews) – Un futuro immaginato quasi cento anni fa, artisti capaci di mettere in crisi ciò che crediamo vero, immagini che attraversano conflitti, paure e trasformazioni del presente. PhEST – festival internazionale di fotografia e arte torna a Monopoli, in Puglia, dal 7 agosto al 1 novembre 2026, con un programma che intreccia fotografia, arte contemporanea, cinema, memoria e ricerca.

Dai rari scatti di Horst von Harbou sul set di Metropolis, il visionario film di Fritz Lang del 1927 che evidenzia la potenza attuale di quelle immagini del futuro pensate 100 anni fa, all’omaggio al centenario dalla nascita della fotografa “bambinaia” Vivian Maier, che non usciva mai senza la macchina fotografia e i cui scatti sono stati ritrovati per caso ad un’asta a Chicago nel 2007 e da allora hanno fatto il giro del mondo. E ancora Joan Fontcuberta, artista spagnolo che esplora la relazione tra immagine, conoscenza e finzione e Juno Calypso, fotografa londinese che con la sua estetica pop pink entra nella casa sotterranea costruita negli anni ’70 a Las Vegas dall’AD di Avon come rifugio nel caso di una guerra nucleare, creando scatti dove bellezza e paura della fine si intrecciano, passando per Marek Kita con le sue scioccanti immagini dei bambini soldato e Harri Pälviranta che rielabora fotografie di cronaca su episodi reali di violenza avvenuti nel corso del Novecento.