Tende di fortuna, bagni chiusi e sporcizia nell'enclave spagnola. Il racconto disperato di Nadia e Asia e la storia di Salima, arrivata solo per ritrovare il fratello scomparso

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Milano, 4 ago. (askanews) – Dormono in tende di fortuna, aspettando di entrare nel centro di accoglienza. A Ceuta, l’enclave spagnola in Nordafrica, decine di migliaia di migranti arrivati dal Marocco nei giorni scorsi attendono una sistemazione. Tra loro ci sono anche molte donne, che raccontano condizioni di vita sempre più difficili.

Emergenza migranti a Ceuta: la drammatica testimonianza di Nadia

«Non abbiamo coperte, non abbiamo nulla su cui dormire. Ci danno da mangiare una sola volta al giorno. Da due giorni non abbiamo più acqua per lavarci o fare la doccia. Le docce e i bagni sono stati chiusi. Sinceramente, stiamo soffrendo terribilmente». Nadia racconta di essere arrivata a Ceuta nella speranza di costruirsi un futuro in Spagna e lancia un appello al governo di Madrid perché migliori le condizioni di accoglienza. «Siamo venuti qui perché sappiamo che la Spagna aiuta i giovani. Speriamo di ottenere uno status legale come migranti. Chiediamo al governo spagnolo di ascoltare il nostro appello e di aiutarci. Non lasciateci vivere in queste condizioni.»