Cosa dice il rapporto ENEA sui lavori conclusi entro il 2025, dove è andato il denaro e quanta energia ha fatto risparmiare uno degli incentivi fiscali più chiacchierati di sempre

di

Sergio Donato

Il Superbonus 110% è ormai una misura residuale (riservata nel 2026 ai soli territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016), ma proprio per questo motivo si possono tirare le somme sul dispositivo da quando è entrato in vigore, esaminando l’ultimo rapporto ENEA. Quanto hanno speso gli italiani, o meglio, quanti sono stati gli investimenti e le detrazioni conseguenti?

Il rapporto annuale sulle detrazioni fiscali pubblicato (PDF) a luglio da ENEA, l'agenzia pubblica che raccoglie le asseverazioni tecniche degli interventi, ha registrato 119,493 miliardi di euro di investimenti per tutti i lavori conclusi dall'avvio della misura fino al 31 dicembre 2025, dei quali 118,008 miliardi ammessi a detrazione. Le detrazioni maturate su quei lavori valgono 126,7 miliardi. Ovviamente, le detrazioni valgono più degli investimenti perché il Superbonus rimborsava più di quanto costavano i lavori, appunto fino al 110% nella versione originaria e poi con aliquote decrescenti (il 90% per le spese del 2023, il 70% per quelle del 2024 e il 65% per quelle del 2025). Sui 118 miliardi ammessi ne sono maturati dunque 126,7, pari al 107,4%.La differenza di quasi un miliardo e mezzo tra investimento complessivo e investimento ammesso a detrazione, l'1,2% del totale, è la quota di spesa sostenuta nei cantieri ma esclusa dal beneficio, per esempio perché eccedente i massimali di legge o riferita a lavori non agevolabili.