Milano, 1 agosto 2026 – L’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha reso noto che, al 31 maggio scorso, l'onere a carico dello Stato per le detrazioni da superbonus maturate a seguito di lavori conclusi ammonta a 131.553,532 miliardi di euro, a livello nazionale. Gli investimenti per lavori conclusi, ammessi a detrazione, ammontano a 122,663.947 miliardi. Il numero di edifici coinvolti è pari a 502.370. Cifre abbastanza impressionanti, che certificano - a distanza di cinque anni dall’introduzione del Superbonus – quanto la misura pesi ancora sul bilancio dello Stato. Con un risultato, peraltro, deludente: il nostro Paese, infatti, è ultimo in Europa per quota di popolazione che vive in una casa riqualificata energeticamente. Il Superbonus – è bene ricordarlo – era stato introdotto proprio per migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni italiane.
I dati Eurostat: siamo ultimi in Europa per efficienza energetica delle abitazioni
Secondo i dati pubblicati da Eurostat, nel 2025 appena il 2,6% degli italiani viveva in un’abitazione la cui efficienza energetica era stata migliorata nei cinque anni precedenti: la media europea è del 23,9%. Il confronto con gli altri Paesi è impietoso: nei Paesi Bassi questa percentuale è pari al 60,5%, in Danimarca al 34%, in Francia e Slovenia al 33,3%. Tutto questo malgrado l’Italia abbia introdotto l’incentivo edilizio più generoso di sempre. Cos’è andato storto?











