Non sono mai stato un fan di Laura Pausini. Lo dico subito, perché altrimenti quello che segue potrebbe sembrare una difesa di parte. È vero il contrario: proprio perché non ho alcun affetto da proteggere, trovo questa storia ancora più significativa.
Quando non ti piace un'artista e ti ritrovi comunque a prenderne le difese, significa che il problema non è più l'artista.
Dopo l'esibizione alla cerimonia di chiusura della finale dei Mondiali 2026, Laura Pausini è stata accusata sui social di satanismo per un verso di “Desire”, il brano eseguito insieme a Robbie Williams e Nicole Scherzinger davanti a ottantamila spettatori al MetLife Stadium e a un pubblico televisivo mondiale stimato in miliardi di persone. Secondo alcuni video diventati rapidamente virali, il riferimento al diavolo contenuto nella canzone sarebbe stato un messaggio occulto.
Pirandello questa storia l'aveva già raccontata più di un secolo fa.
Nella Patente, Rosario Chiàrchiaro è l'uomo che tutto il paese considera uno iettatore. Prova a difendersi, a dimostrare l'assurdità dell'accusa, ma scopre qualcosa di più inquietante della superstizione stessa: la comunità non ha alcuna intenzione di rinunciare al proprio colpevole.






